Taccuino di bordo


Avevo dieci, undici anni circa quando in casa mi accorsi di alcuni dischi che mio fratello maggiore, con i suoi amici, già ascoltava.

C’era rock, molto rock. Li tenevamo nella nostra camera da letto, che avevamo in comune.

Li collezionavamo sulle mensole, vicino a uno stereo, con il primo lettore cd, come li tengono tutt’ora alcune radio locali dove mi capita spesso di andare.

Tra quei dischi di rock spuntavano altri nomi tra cui: Guccini, Dalla, De Gregori, Ligabue, Pino Daniele, Gaber.

Ho incominciato ad ascoltarli, a impararli a memoria e a suonarli al pianoforte.

Poi quegli artisti andavamo ad ascoltarli dal vivo, nei palasport e nei teatri.

Si andava principalmente a Ferrara e a Bologna. Erano le nostre mete, le più vicine.

Ieri (23 marzo 2015) ero nel corridoio del forum di Assago di Milano assieme a De Gregori e a Ligabue. Proprio quegli artisti che da sempre ascolto e stimo.

Li ho avuti li, per me.

Lo so è un po’ egoistico dirlo e soprattutto scriverlo, ma è andata così.

Entrambi mi hanno dato la possibilità di salire sui loro palchi e di esibirmi davanti al loro pubblico.

Mi hanno trattato come se mi conoscessero da sempre.

Stare lì con loro e scambiare parole mi ha dato la sensazione di essere “dentro la storia”. Di esserci veramente con il cuore e anche con il culo.

Come a Roma (al Palalottomatica): sul palco del forum si spengono le luci, il pubblico urla, ma non per me. Salgo i gradini e nel fumo del palco compaio.

Il pubblico comprende e applaude. Mi presento e canto le mie canzoni con tutta la sincerità che posso.

Poco dopo l’ultimo accordo arriva un boato. Un misto di applausi e di calore umano.

Avrei voluto abbracciarli tutti, sciogliermi con loro tra le luci di quel palco. Non avrei voluto scendere più. Il tempo si è fermato.

La sensazione è indescrivibile. Il cuore batte forte ma l’impressione è di aver fatto la cosa giusta.

A Milano mi sono sentito per la seconda volta dentro la storia.

Francesco sale sul palco e canta. Poco dopo sale Luciano e assieme tirano giù il forum. Li ascolto ma questa volta da bordo palco.

E’ notte fonda. A fine concerto i saluti e rientro in albergo.

Mentre faccio il check-in per la mia stanza, si apre l’ascensore. Nuovamente Francesco De Gregori.

Mi sorride e mi dice: “Simoni posso offrirti un bicchiere di rosso?”

Rimaniamo io e lui, da soli, nei divani della hall dell’albergo.

Ci scambiamo un po’ di battute e lui mi racconta dei suoi inizi, poi ci diamo la buona notte e rientriamo nelle nostre stanze.

Per la terza volta in una sola giornata mi sono sentito nuovamente dentro la storia…

…come Garibaldi.

Paolo Simoni

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