Taccuino di bordo

May 24, 2015

 

Avevo dieci, undici anni circa quando in casa mi accorsi di alcuni dischi che mio fratello maggiore, con i suoi amici, già ascoltava.

C’era rock, molto rock. Li tenevamo nella nostra camera da letto, che avevamo in comune.

Li collezionavamo sulle mensole, vicino a uno stereo, con il primo lettore cd, come li tengono tutt’ora alcune radio locali dove mi capita spesso di andare.

Tra quei dischi di rock spuntavano altri nomi tra cui: Guccini, Dalla, De Gregori, Ligabue, Pino Daniele, Gaber.

Ho incominciato ad ascoltarli, a impararli a memoria e a suonarli al pianoforte.

Poi quegli artisti andavamo ad ascoltarli dal vivo, nei palasport e nei teatri.

Si andava principalmente a Ferrara e a Bologna. Erano le nostre mete, le più vicine.

Ieri (23 marzo 2015) ero nel corridoio del forum di Assago di Milano assieme a De Gregori e a Ligabue. Proprio quegli artisti che da sempre ascolto e stimo.

Li ho avuti li, per me.

Lo so è un po’ egoistico dirlo e soprattutto scriverlo, ma è andata così.

Entrambi mi hanno dato la possibilità di salire sui loro palchi e di esibirmi davanti al loro pubblico.

Mi hanno trattato come se mi conoscessero da sempre.

Stare lì con loro e scambiare parole mi ha dato la sensazione di essere “dentro la storia”. Di esserci veramente con il cuore e anche con il culo.

 

 

Come a Roma (al Palalottomatica): sul palco del forum si spengono le luci, il pubblico urla, ma non per me. Salgo i gradini e nel fumo del palco compaio.

Il pubblico comprende e applaude. Mi presento e canto le mie canzoni con tutta la sincerità che posso.

Poco dopo l’ultimo accordo arriva un boato. Un misto di applausi e di calore umano.

Avrei voluto abbracciarli tutti, sciogliermi con loro tra le luci di quel palco. Non avrei voluto scendere più. Il tempo si è fermato.

La sensazione è indescrivibile. Il cuore batte forte ma l’impressione è di aver fatto la cosa giusta.

A Milano mi sono sentito per la seconda volta dentro la storia.

Francesco sale sul palco e canta. Poco dopo sale Luciano e assieme tirano giù il forum. Li ascolto ma questa volta da bordo palco.

E’ notte fonda. A fine concerto i saluti e rientro in albergo.

Mentre faccio il check-in per la mia stanza, si apre l’ascensore. Nuovamente Francesco De Gregori.

Mi sorride e mi dice: “Simoni posso offrirti un bicchiere di rosso?”

Rimaniamo io e lui, da soli, nei divani della hall dell’albergo.

Ci scambiamo un po’ di battute e lui mi racconta dei suoi inizi, poi ci diamo la buona notte e rientriamo nelle nostre stanze.

Per la terza volta in una sola giornata mi sono sentito nuovamente dentro la storia…

…come Garibaldi.

 

Paolo Simoni


 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Recent Posts
Please reload

© 2017 Paolo Simoni by STELLEVICINE 

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Privacy Policy